Pensioni 2027: rivalutazione assegni medio-alti a rischio
| Pensione lorda mensile 2027 | Percentuale dell’indice sull’intero assegno |
|---|---|
| fino a 2.447,40 euro | 100% (art. 1, comma 309, lett. a), L. n. 197/2022) |
| da 2.447,41 a 3.059,25 euro | 85% (art. 1, comma 309, lett. b), n. 1, L. n. 197/2022) |
| da 3.059,26 a 3.671,10 euro | 53% (art. 1, comma 309, lett. b), n. 2, L. n. 197/2022) |
| da 3.671,11 a 4.894,80 euro | 47% (art. 1, comma 309, lett. b), n. 3, L. n. 197/2022) |
| da 4.894,81 a 6.118,50 euro | 37% (art. 1, comma 309, lett. b), n. 4, L. n. 197/2022) |
| oltre 6.118,50 euro | 32% (art. 1, comma 309, lett. b), n. 5, L. n. 197/2022); 22% nella versione 2024 dell’art. 1, comma 135, lett. b), n. 5, L. n. 213/2023 |
Pensioni medio-alte: la simulazione delle perdite per importo
Con un indice di perequazione al 2,9%, valore centrale delle stime sull’indice FOI in attesa del dato definitivo, il ritorno all’importo complessivo toglierebbe agli assegni medio-alti da circa 11 a oltre 100 euro lordi al mese. Le simulazioni assumono un solo trattamento pensionistico, le percentuali del 2023 e le soglie calcolate sul minimo 2026; percentuali diverse nel testo del Governo cambierebbero i valori.
La tabella riporta la perdita annua lorda, su tredici mensilità, rispetto all’aumento calcolato con gli scaglioni in vigore:
| Pensione lorda mensile | Perdita lorda annua |
|---|---|
| 2.500 euro | 139 euro |
| 3.000 euro | 149 euro |
| 3.100 euro | 522 euro |
| 3.500 euro | 555 euro |
| 4.000 euro | 688 euro |
| 5.000 euro | 982 euro |
| 6.500 euro | 1.319 euro |
Il salto si concentra sopra cinque volte il minimo, pari a 3.059,25 euro: chi supera di poco quella soglia scende al 53% dell’indice su tutto l’assegno e la perdita annua più che triplica, da circa 150 a oltre 500 euro. La clausola di salvaguardia protegge solo le pensioni fino a 3.134,66 euro, che ricevono comunque l’aumento necessario a raggiungere quella cifra. Sopra dieci volte il minimo la percentuale del 2024, al 22%, ridurrebbe a 41,47 euro l’aumento di una pensione da 6.500 euro.
Sul netto la perdita è più bassa, perché una parte dell’aumento mancato sarebbe tornata all’erario come IRPEF: su una pensione da 3.500 euro lordi, con un reddito annuo fra 28.000 e 50.000 euro e le regole IRPEF del 2026, il prelievo effettivo sull’aumento vale circa il 36% e la perdita netta scende a circa 355 euro l’anno, addizionali escluse. Per chi ha altri redditi o detrazioni, il calcolo IRPEF sulla pensione lorda con e senza aumento restituisce la perdita netta sul proprio caso. La differenza si conserva negli anni successivi, perché le rivalutazioni future si applicano all’importo ridotto.
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