Incentivi imprese: nuovo modello di bando unificato
Incentivi alle imprese: cosa cambia con il nuovo CUP (Codice Unico Progetto).
Approvato un nuovo Quadro Organico per gli incentivi pubblici alle imprese: bando tipo, accesso agli autonomi, misure anti-delocalizzazioni e monitoraggio obbligatorio.
L’obiettivo del nuovo Codice degli incentivi approvato dal Governo nei giorni scorsi è la creazione di una disciplina uniforme, che coordini le agevolazioni statali con quelle regionali, ampliandone l’accesso e semplificando le procedure. La norma prevede anche un riordino degli strumenti, come i portali pubblici che servono per gestire gli incentivi; crea inoltre uno schema standard che disciplina l’intero ciclo di vita delle agevolazioni, dalla programmazione all’analisi di impatto e dei risultati.
Il dlgs approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 novembre 2025 è attuativo della delega contenuta nell’articolo 3, commi 1 e 2, lettera b), della Legge 160/2023. Fra i punti qualificanti, la norma che stabilisce il principio di parità tra lavoratori autonomi e imprese nelle richieste di incentivi, e l’introduzione del “bando tipo”.
Incentivi imprese: semplificazione procedure
In omaggio ai criteri di digitalizzazione, semplicità e uniformità delle procedure, il Registro nazionale degli aiuti Stato (RNA) e la piattaforma www.incentivi.gov.it/ renderanno disponibili specifici servizi funzionali allo svolgimento di attività previste lungo l’intero ciclo di vita dell’incentivo. In pratica, questi strumenti dovranno essere utili alle imprese nella fase attuativa, con servizi che potranno anche utilizzare intelligenza artificiale.
Le amministrazioni sono chiamate ad effettuare una precisa programmazione degli incentivi, che parta dalla definizione di obiettivi strategici e si declini attraverso un preciso cronoprogramma. Questo, sulla base di uno schema che verrà messo a punto dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Parità di accesso per autonomi e PMI ai bandi pubblici
La partecipazione dei lavoratori autonomi viene regolamentata in base al principio che le condizioni di accesso devono essere analoghe a quelle previste per le piccole e medie imprese, con l’eccezione di eventuali requisiti non richiesti per l’esercizio della professione o che possano limitarne la partecipazione. IL bando deve specificare gli specifici requisiti richiesti ai soli lavoratori autonomi.
Bando tipo per gli incentivi pubblici
Gli incentivi pubblici vanno attivati attraverso specifici bandi, con l’eccezione di quelli contributivi e fiscali ad erogazione automatica. Il bando-tipo (predisposto tramite decreto MIMIT) deve contenere elementi fissi: obiettivi e base giuridica, risorse disponibili, soggetti responsabili dell’attuazione dell’incentivo, condizioni di ammissibilità soggettiva e oggettiva (operazioni e spese ammissibili), modalità di determinazione del beneficio, procedure di fruizione, tempistiche, modalità di erogazione, disciplina delle variazioni, regolale su controlli e ipotesi di revoca.
L’accesso alle agevolazioni può prevedere elementi premianti: rating di legalità, parità di genere, inclusività nei confronti di persone disabili, valorizzazione di lavoro femminile, giovanile, lavoro di cura, natalità.
Le amministrazioni possono gestire gli incentivi avvalendosi di società in house e altri soggetti selezionati tramite gara.
Misure anti-delocalizzazione
C’è una regola generale contro le delocalizzazione in base alla quale l’impresa che sposta l’attività al di fuori dello spazio economico europeo entro cinque anni dal completamento dell’investimento agevolato deve restituire l’incentivo e pagare una sanzione. Per le grandi imprese, il termine è allungato a dieci anni.
Monitoraggio tramite CUP
Il dlgs contiene infine indicazioni sul monitoraggio degli incentivi, basato sull’uso del Codice Unico di Progetto (CUP). Questo codice è obbligatorio e identifica in modo univoco ogni agevolazione al fine di garantire trasparenza, efficienza e semplificazione amministrativa. Le modalità attuative sono stabilite da decreti del MIMIT.
Va inoltre sempre prevista una fase di valutazione con analisi ex ante, in itinere ed ex post per garantire decisioni basate sulle evidenze.
La trasparenza è garantita dal sistema Incentivi Italia e dalla piattaforma digitale Incentivi.gov.it, oltre che da altre iniziative attivabili dalle diverse amministrazioni.
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