730/26 Blocco rimborsi cartelle non pagate
Riscossione: blocco rimborsi fiscali sopra i 500 euro in presenza di cartelle esattoriali per i contribuenti che non li compensano con i debiti a ruolo.
Quando scatta il blocco del rimborso fiscale
La procedura si attiva solo al superamento di due soglie distinte. Il rimborso deve essere superiore a 500 euro (comprensivo di interessi): questa franchigia, introdotta dal D.Lgs. 110/2024, protegge i contribuenti con crediti modesti, che ricevono il rimborso direttamente anche in presenza di cartelle. Le cartelle esattoriali devono risultare scadute da oltre 60 giorni per un importo complessivo superiore a 1.500 euro. In questo conteggio rientrano il debito originario, le sanzioni, gli interessi di mora e le spese accessorie maturate nel tempo: non solo il capitale.
Il blocco scatta anche in presenza di somme iscritte a ruolo da altri enti fiscali e previdenziali convenzionati con l’Agenzia Entrate-Riscossione tra cui, ad esempio, l’INPS. La procedura si applica a qualsiasi rimborso fiscale erogato dall’Agenzia delle Entrate e dunque non solo all’IRPEF derivante da conguagli sul modello 730: sono quindi interessate anche l’IVA e le altre imposte dirette.
Procedura di compensazione: dall’avviso al congelamento
Quando entrambe le soglie sono superate, l’iter parte automaticamente. Prima di autorizzare il pagamento, l’Agenzia delle Entrate verifica la posizione debitoria del contribuente; se emergono ruoli non saldati, segnala il caso all’Agenzia Entrate-Riscossione (AdER). L’AdER notifica al contribuente una proposta formale di compensazione volontaria tra il credito fiscale maturato e il debito iscritto a ruolo.
Per tutta la durata della procedura — fino a 60 giorni — le azioni esecutive sono sospese: nessun pignoramento né altro atto di recupero coatto può essere avviato.Il contribuente ha quindi 60 giorni per comunicare la propria decisione.
- Chi accetta la proposta vede il rimborso andare a coprire il debito: se il rimborso supera il debito, la differenza viene versata al contribuente; in caso contrario, il debito si riduce per l’importo del credito.
- Chi rifiuta — o non risponde — non perde il rimborso, ma lo vede congelato: le somme rimangono a disposizione dell’AdER fino al 31 dicembre dell’anno successivo.
NB: per i rimborsi del modello 730/2026 il congelamento può durare fino al 31 dicembre 2027, periodo durante il quale possono essere utilizzate per avviare azioni esecutive.
Come sbloccare il rimborso e mettersi in regola
Il primo passo è verificare la propria situazione accedendo al Cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate oppure al portale di Agenzia Entrate-Riscossione: in entrambi i casi è possibile consultare le cartelle attive, gli importi dovuti e lo stato di ciascun carico. Una volta individuata la propria situazione, il contribuente può valutare tre strade:
- accettare la proposta di compensazione, azzerando o riducendo il debito con il credito fiscale maturato;
- richiedere la rateizzazione del debito con AdER — chi ha già un piano di pagamento dilazionato regolarmente rispettato non subisce il blocco, perché le cartelle rateizzate in regola non attivano la procedura di compensazione;
- valutare il ricorso alle commissioni tributarie se le cartelle risultano contestabili nel merito o notificate con vizi procedurali.
Se il blocco non è ancora scattato, la strada più semplice per evitarlo è regolarizzare la propria posizione prima dell’elaborazione del rimborso: saldare le cartelle, aderire a una rateizzazione o presentare ricorso sospende l’iter della compensazione. In assenza di intervento, i tempi di rilascio del rimborso si allungano fino al limite del 31 dicembre dell’anno successivo.
