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Compensazioni fiscali: stretta nel 2026
Con la Manovra 2026 scende la soglia di debito erariale oltre la quale scatta il divieto di compensazione orizzontale: cosa cambia e cosa resta consentito. Con la Legge di Bilancio 2026 è stata rafforzata la stretta sulle compensazioni fiscali effettuate tramite modello F24. La soglia di debito oltre la quale scatta il divieto di compensazione orizzontale è stata dimezzata, con effetti diretti per contribuenti e imprese che presentano carichi iscritti a ruolo di importo rilevante. In base alla nuova disciplina, i contribuenti con debiti erariali complessivi superiori a 50.000 euro non possono effettuare compensazioni orizzontali, ossia l’utilizzo dei crediti risultanti dalle dichiarazioni fiscali per il pagamento di tributi o contributi di natura diversa. La compensazione orizzontale è quella regolata dall’articolo 3 del decreto legislativo 33/2025, che consente l’utilizzo dei crediti fiscali in F24 per estinguere debiti verso l’Erario o gli enti previdenziali. Proprio su questo meccanismo interviene la Manovra 2026, riducendo il limite massimo complessivo oltre il quale la compensazione non è consentita. La ratio dichiarata della norma è il contrasto alle indebite compensazioni di crediti inesistenti o non spettanti e all’utilizzo della compensazione in presenza di debiti a ruolo di importo elevato.

La modifica normativa introdotta dalla Manovra 2026

Dal punto di vista tecnico, l’intervento è contenuto nel comma 116 della legge 190/2025, che modifica l’articolo 5, comma 7, del decreto legislativo 33/2025. La nuova formulazione esclude la possibilità di compensazione per i contribuenti che superano complessivamente il nuovo tetto massimo di debiti iscritti a ruolo. Il divieto riguarda in particolare: le imposte erariali e i relativi accessori; i carichi affidati agli agenti della riscossione derivanti da atti emessi dall’Agenzia delle Entrate. Rilevano esclusivamente gli atti per i quali i termini di pagamento sono scaduti e per i quali non risultano in essere provvedimenti di sospensione. Di conseguenza, non concorrono al superamento della soglia: le cartelle rateizzate regolarmente; i carichi inclusi in piani di definizione agevolata in corso; le somme oggetto di sospensione amministrativa o giudiziale. Compensazioni ancora consentite nel 2026 La stretta introdotta dalla Manovra 2026 non incide sulle cosiddette compensazioni verticali. Queste restano pienamente ammesse, in quanto riguardano crediti e debiti riferiti alla stessa tipologia di tributo, come ad esempio l’IRPEF o l’IVA. È inoltre rilevante precisare che la versione iniziale della Manovra prevedeva un’estensione del divieto anche alle compensazioni tra crediti fiscali e debiti contributivi verso INPS e INAIL. Questa ipotesi è stata successivamente accantonata nel testo definitivo. Resta invece confermato il divieto di compensazione dei crediti derivanti da agevolazioni edilizie (come Superbonus e altri incentivi) con contributi previdenziali, ma limitato alle banche e alle imprese di assicurazione. Visitateci e scoprite tutte le novità pensate per voi! www.centroservizipanvini.it

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